Die Sonnenbarke
Letteratura e dintorni, di Marina Taffetani
Chi sono

Utente: Sonnenbarke
Nome: Marina
Sono una pasionaria, nel bene e nel male.

Qui trovate qualcosa in più

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
  • Iscriviti a questo blog


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Segnala il blog
  • Powered by Splinder

Subscribe with Bloglines

Creative Commons License
Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Scrivimi

marina.taffetani[at]gmail.com
Mi trovi anche su...

Dopo Babele
Flickr
delicious
In evidenza

Leggete poesia? Non la leggete? Dite la vostra. Qui
Libri indispensabili

*Auto da fé - Elias Canetti
*1984 - George Orwell
*Macbeth - William Shakespeare
*La metamorfosi - Franz Kafka
*Le città invisibili - Italo Calvino
*Il mondo nuovo - Aldous Huxley
*Cecità - José Saramago
*Un segno invisibile e mio - Aimee Bender
*Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi
Sto leggendo

Categorie

arte
attualità
citazioni
erkenntnis
il poeta
nausee
personalia
poesia
pot-pourri
recensioni e commenti
scrittura
spunti di lettura
traduzione
varie librario-letterarie
Archivio

oggi
--- 2008 ---
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
--- 2006 ---
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
--- 2005 ---
dicembre 2005
Indice delle recensioni

Elenco alfabetico delle recensioni (per autore)
Ultimi commenti

utente anonimo in Chi sono io
Sonnenbarke in Chi sono io
utente anonimo in Chi sono io
Sonnenbarke in Il mio nome è rosso
Sonnenbarke in Le figlie del fuoco
utente anonimo in La poesia, questa sc...
utente anonimo in La poesia, questa sc...
Link utili

AbeBooks
Amnesty
Archivi del '900
Artcyclopedia
Biblioteca Aperta
Bol
Del Teatro
doollee.com
Drammaturgia.it
Exibart
Internet Bookshop Italia
Internet Culturale
Italia Libri
Italia Pianeta Libro
Krapp's Last Post
La Frusta!
la Repubblica
Lyrikline
Many Books
Maremagnum
Masters of Photography
Oblique
Nessuno Tocchi Caino
Projekt Gutenberg-DE
Questia
Radicali
SBN
SullArte.it
UAAR
Wikipedia
Zam
Letture

Aiorosblog
Amfortas
Babsi Jones
Bella Triste
Biblioteca di Garlasco
Bioetica
Blogdegradabile
Blogregular
Buràn
Denisocka
Diego D'Andrea
Eddiemac
El Ghibli
Endaxii
Falso idillio
Herzog
I Sognatori
L'albero huang
Lars W. Vencelowe
Letturalenta
Liblog
Licenziamento del poeta
Maliarda
Maura
Mdn Style
Metilparaben
Miscugli
Miss Brodie
Modeste
Niederngasse
Non Solo Proust
Opéra Bouffe
Paese d'ottobre
Patty Bruce
Postillario
Redattori si diventa
Remo Bassini
Roberto R. Corsi
The Bell Jar
Tonino Pintacuda
UAAR Ultimissime
Un po' apolide
Case editrici degne di nota

Adelphi
Crocetti
e/o
Editoria & Spettacolo
Editrice Bibliografica
Forum Editrice
Gorée
Heimat
I Sognatori
La Vita Felice
Ombre Corte
Reclam
Scheiwiller
Sylvestre Bonnard
Taschen
Titivillus
Ubulibri
Zandonai
Contatore

*loading* visitatori

« Umiliate e offese  |  Home  |  7 piani »
Lapsus
venerdì, 15 febbraio 2008, 14:50
Lapus, Flavio PaganiNelle favole, figlia mia, non bisogna capire nulla, non si può comprendere niente, o almeno qualcosa di sensato. Nelle favole non si può usare la testa. Non si deve pensare, perché pensando tutto si carica di un peso che sprofonda nella logica.

Per leggere questo libro di Flavio Pagani bisogna tenere a mente questa regola. Che non si trova a inizio libro, ma quasi a metà, eppure ne costituisce la chiave di lettura.
I Sognatori lo presentano come un romanzo, ma secondo me non lo è, o almeno non lo è nel senso tradizionale del termine. Quando si pensa a un romanzo, si pensa a qualcosa di lineare, ovvero con una struttura riconoscibile. In questo senso, mi sembra che Lapsus assomigli molto di più a un esercizio. Un esercizio di scrittura per vedere dove si riesca ad arrivare, dove lo scrittore e il lettore riescano ad arrivare. Infatti, tra tanti accostamenti che sono stati fatti (Benni, Calvino, Pennac...) mi sentirei di farne uno nuovo: Queneau. Perché di ghirigori linguistici ce ne sono tanti, qua dentro. Troppi, perché possa essere una semplice opera narrativa senza velleità linguistiche e/o enigmistiche e/o scioglilinguistiche. Un po’ bartezzaghiano, per restare in patria.
Non è neppure un giallo, perché ruota sì intorno a un (?) omicidio, ma il colpevole è noto fin da subito, e infatti è nella sua fuga che lo seguiamo. Una fuga che lo porta prima fra i cacciatori di teste del Borneo, poi di nuovo a Milano, in un’Itaglietta di televisioni e amenità domenicali, fra nostalgie svizzere (non per niente l’autore è svizzero ticinese, trapiantato a Milano) e rimandi al salotto televisivo nostrano.
È, forse, qualcosa di più vicino a una favola, ma una favola atipica come atipico è il romanzo, straniata e straniante, come le tante che al suo interno vengono narrate.
Avvicinarvisi come a un romanzo qualunque è controproducente. Farebbe girare la testa, fra incongruenze stilistiche e follie tipografiche (molto d’avanguardia, perlomeno originali). Invece no, guardandolo nel suo complesso non ha nulla d’incongruente, a meno che non si voglia dire che la pazzia è incongruente – lo è per definizione, perciò è un’accusa che crolla su se stessa.
L’unico modo per leggere questo romanzo senza rimanerne inevitabilmente frastornati è attenersi alla citazione che ho riportato sopra: non tentare di comprendere, non cercare un filo logico, non cercare un senso, non pensare, appoggiare la testa sul comodino.
Sta di fatto che se ne può rimanere frastornati ugualmente. Difatti il vortice si fa a tratti pesante, difficile da reggere, e fa pensare che – sebbene pare che sia stato ridotto molto – sarebbe stata un’opera più felice con un’ampiezza minore (sono 197 pagine).
La mia impressione è che siamo di fronte più che altro a un’opera di narrativa sperimentale, perciò non è facile dire se sia un libro brutto, bello, o così così. Di sicuro non è per tutti i palati, né tantomeno per quelli meno allenati.

Nota a margine merita, come sempre, la splendida copertina ad opera di Francesca Santamaria, che risulta ancora più bella dal vivo anziché in questa piccola riproduzione. La speranza e l’augurio è che l’illustratrice abbia presto degni riconoscimenti per il suo ottimo lavoro – oltre ad essere brava in sé e per sé, credo non abbia pari nel cogliere ogni volta l’essenza fondamentale dei libri per i quali disegna le copertine.

Gli incuriositi possono contattare la casa editrice tramite il sito o il blog, o scrivere direttamente una email a acquisti@casadeisognatori.com.

Per finire, segnalo:
* la presentazione del libro a cura della casa editrice
* una bella recensione scritta da PattyBruce
* l’autobiografia e curriculum dell’autore
* un estratto dell’opera
link | commenti (2) | categoria: recensioni e commenti

Commenti
#1   15 Febbraio 2008 - 22:55
 
Grazie per aver menzionato la mia non-recensione e complimenti per la tua analisi molto acuta.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PattyBruce

#2   16 Febbraio 2008 - 19:51
 
L'accostamento a Queneau ci può anche stare così come la chiave di lettura indicata ad un lettore attento e che usa il bisturi per parlare di sperimentazione. Se vogliamo un testo di non facile comprensione e che affatica sicuramente, ma io lo lascerei nei termini di una storia anche divertente per un buon esercizio di lettura se non altro molto diversa dal solito. Ma l'autore cosa ne pensa delle fatiche imposte volutamente agli "utenti"? Mi viene in mente un qualcosa riferita al periodo barocco del "marinismo" che diceva pressappoco così:"...è del poeta al fin la maraviglia e chi non sa stupir vada alla striglia" ma non è il caso di Flavio Pagani anche se fra le righe..comunque mi associo a PattyBruce .Franco
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente uskaralis07

Commenti

Template by Sonnenbarke
Splinder logo
ultimi post | tag | utenti online | foto | video | audio
crea il tuo blog gratis su Splinder | scopri il nuovo cinema.it